AIV al Senato: “nuove terapie per la vitiligine, ma serve sostegno e convivenza”

AIV Senato - Giornata Mondiale Vitiligine

Il 26 giugno 2026 il Senato della Repubblica ha accolto il primo evento pubblico dell’Associazione Italiana Vitiligine (AIV), in occasione della Giornata Mondiale della Vitiligine. Un momento di confronto importante che ha visto riuniti istituzioni nazionali e regionali, comunità scientifica internazionale e pazienti, con un intervento in videocollegamento del ministro della Salute Orazio Schillaci.

 

La vitiligine colpisce circa l’1-2% della popolazione mondiale e si manifesta con la perdita progressiva dei melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina, che porta alla comparsa di macchie bianche sulla pelle. Non è contagiosa né pericolosa per la salute generale, ma il suo impatto psicologico e sociale è spesso profondo: genera stigma, isolamento, difficoltà relazionali e un forte carico emotivo, soprattutto tra bambini, adolescenti e giovani adulti.

 

«Oggi disponiamo di terapie innovative, ma la vitiligine richiede anche un percorso di convivenza consapevole», ha sottolineato Davide Rossetti, presidente dell’AIV. L’associazione si propone come ponte tra pazienti, comunità scientifica e istituzioni, con l’obiettivo di fornire sostegno concreto nella gestione quotidiana della malattia, favorire l’accesso alle cure e promuovere informazione e ricerca. «È fondamentale ascoltare i bisogni delle persone, ridurre i pregiudizi e aiutare chi vive con la vitiligine a sentirsi supportato nella vita sociale e lavorativa».

 

Il ministro Schillaci ha ribadito l’importanza di contrastare le informazioni scorrette e gli stereotipi che ancora circondano la malattia: «Conoscere significa superare false convinzioni, favorire l’inclusione e migliorare la qualità della vita. La vitiligine non è solo una questione estetica: è una condizione autoimmune che incide sull’autostima e sulle relazioni». Ha inoltre evidenziato i progressi della ricerca e l’impegno del Ministero a promuovere percorsi di cura appropriati, l’accesso all’innovazione terapeutica e una risposta omogenea sul territorio nazionale, valorizzando il ruolo prezioso delle associazioni pazienti.

 

Nuove frontiere terapeutiche: verso una gestione più efficace

 

Negli ultimi anni la comprensione dei meccanismi patogenetici della vitiligine ha aperto prospettive terapeutiche rivoluzionarie, che si affiancano alle cure tradizionali.

 

Terapie topiche: La crema a base di ruxolitinib (inibitore di JAK1/JAK2) rappresenta la prima approvazione specifica per la vitiligine non segmentale. Applicata due volte al giorno, ha dimostrato una repigmentazione significativa, soprattutto sul viso. L’associazione con la fototerapia a banda stretta (NB-UVB) o con laser eccimero 308 nm potenzia notevolmente i risultati, accelerando la repigmentazione e migliorando le risposte anche su aree più difficili, con un buon profilo di tollerabilità.

 

Inibitori JAK orali (sistemici): per forme estese o refrattarie stanno emergendo opzioni promettenti come upadacitinib (JAK1 selettivo), ritlecitinib (JAK3/TEC) e povorcitinib (JAK1). Gli studi di fase 3 di upadacitinib hanno mostrato risultati positivi a 48 settimane, con miglioramenti significativi sia nella repigmentazione totale (T-VASI50) che facciale, offrendo una soluzione per chi ha un coinvolgimento corporeo ampio. La combinazione con fototerapia a banda stretta (NB-UVB) spesso accelera e potenzia i risultati.

 

Trapianto autologo di melanociti. Nelle forme stabili di vitiligine (dove la malattia non è più in fase attiva da almeno 12 mesi) rappresenta un’opzione chirurgica efficace. Tecniche come il trapianto di sospensione cellulare (es. ReCell) o innesti miniaturizzati permettono di trasferire melanociti da aree donatrici sane alle zone depigmentate. Quando combinati con fototerapia post-intervento, questi approcci ottengono tassi di repigmentazione elevati (spesso superiori al 70-90% nelle aree trattate), offrendo risultati duraturi per lesioni localizzate e resistenti ad altre terapie.

 

Approcci emergenti: Si stanno studiando inibitori di IL-15 (per ridurre le cellule T residenti patogene), anticorpi anti-IFN e altre molecole mirate. Per le forme stabili, tecniche come il trapianto di melanociti (es. ReCell) o innesti miniaturizzati, associate a fototerapia, rappresentano opzioni valide. Anche terapie complementari come antiossidanti o protocolli integrati stanno guadagnando attenzione.

 

Questi avanzamenti stanno trasformando la vitiligine da una condizione con poche opzioni a una patologia gestibile con terapie personalizzate. Tuttavia, come sottolineano gli esperti, il percorso terapeutico va integrato con supporto psicologico, educazione e riduzione dello stigma.

 

L’AIV e le istituzioni chiamano tutti – cittadini, professionisti sanitari e decisori – a un impegno collettivo: più informazione corretta, maggiore inclusione e investimenti continui nella ricerca. Solo così si potrà garantire a chi vive con la vitiligine non solo cure più efficaci, ma anche una vita piena e senza barriere. La Giornata Mondiale è un promemoria prezioso: la salute passa anche attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona.

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